L'aromaterapia nella storia

4 Jul 2017

Gli Antichi Egizi furono i primi a fare uso quotidiano di essenze nei riti religiosi, per la conservazione delle mummie per curare la pelle, per il massaggio del corpo, per pulire le impurità fisiche ed allontanare le malattie. Il Papiro Ebers – di origine egizia del 1550 a.C .è il più antico documento ritrovato nel quale compaiono indicazioni terapeutiche sull’uso dell’incenso e più di 700 prescrizioni a base di sostanze naturali con relative formule propiziatorie. All’interno della tomba di Tutankhamon sono state trovate 50 anfore di alabastro, contenenti circa 350 litri di oli essenziali.
Contemporaneamente nell’antica Cina nel testo “Pen T’Sao” vengono descritti gli usi medicinali di oltre 300 piante. Gli aromaterapeuti cinesi definivano gli estratti delle piante aromatiche come “l’anima delle piante.”
La classe nobile comincia ad usare gli aromi durante la dinastia T’ang, per profumare le case, gli abiti, nei templi, sulla  carta e nei cosmetici.
I Greci appresero l’arte della profumeria dagli Egizi. Fecero largo uso delle essenze per profumare il corpo e gli abiti, per aromatizzare i cibi, per la cura delle malattie e la cosmesi. Alcune tavolette con ricette di profumi medicamentosi sono state rinvenute nel tempio di Esculapio e di Afrodite.  I Romani influenzati dalla cultura Greca, sono stati appassionati consumatori di profumi ed essenze sia per scopo terapeutico che cosmetico.

Nel X sec. d.C. fu l'alchimista arabo Abd All ā h ibn S ī n ā conosciuto come Avicenna che per primo mise a punto  il metodo della distillazione. Il primo olio estratto fu quello di rose. L'acqua di rose fu esportata in Spagna durante il periodo delle crociate ed ebbe larga diffusione in tutta Europa.

Nel Medioevo divennero di gran moda i profumi orientali, ma si cominciarono a produrre le essenze di lavanda rosmarino salvia e altre piante aromatiche che venivano poi impiegate miscelate con altri ingredienti per la preparazione di porzioni magiche e curative. Nel Rinascimento furono estratte circa 70 essenze che furono utilizzate nel campo medico per curare le numerose epidemie che colpivano le popolazioni.

Nel 1700 fiorì “l’arte della profumeria” e gli aromi divennero di gran moda,  a corte tra le nobildonne dell’epoca..

Ma fu all’inizio del 1900 che si riscoprirono le virtù terapeutiche degli oli Essenziali, grazie ad un chimico profumiere francese, Rene Maurice Gatefossè, che accidentalmente, durante un incendio nel suo laboratorio, si ustionò gravemente una mano e non avendo acqua a disposizione la immerse in un contenitore pieno di olio essenziale di lavanda, la mano guarì velocemente, senza produrre infezioni e senza lasciare cicatrici. Da quel momento Gatefossè cominciò ad approfondire  gli effetti terapeutici delle essenze. Pubblicò diversi libri e coniò il termine “Aromaterapia”. Jean Valnet  medico e chimico francese, incuriosito dalle ricerche di Gatefossè durante la sua esperienza di medico militare nella II guerra mondiale applicò i principi terapeutici degli oli Essenziali per curare di feriti e per la disinfezione  degli ospedali da campo. In seguito a questa esperienza pubblicò diversi studi sui poteri curativi delle piante e diffuse l’utilizzo terapeutico degli oli essenziali nel mondo occidentale. Quando furono scoperti gli antibiotici e con l’avvento della chimica moderna, che permise di sintetizzare i principi attivi in laboratorio, la fitoterapia perse d’interesse per la ricerca farmaceutica. Ai nostri giorni con la riscoperta delle medicina olistica, l’erboristeria ritorna ad essere di moda e la ricerca farmaceutica reindirizza la ricerca verso gli effetti terapeutici delle piante. Gli studi pubblicati da  Gatefossè, Valnet e altri studiosi francesi del 1900, oggigiorno, vengono riconosciuti validi dalle attuali ricerche biochimiche e microbioligiche, che confermano nelle esperienze di laboratorio, l’efficacia e la potenza degli Oli Essenziale.

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload